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Atresia delle vie biliari: la finestra dei 60 giorni per la Kasai

La Redazione 3 min di lettura

L’atresia delle vie biliari (BA) è la causa più frequente di trapianto epatico in età pediatrica e la principale indicazione chirurgica nella colestasi neonatale. Con un’incidenza stimata di 1:14.000-1:17.000 nati vivi in Europa, è una patologia rara ma con un impatto clinico sproporzionato rispetto alla sua frequenza, proprio per il vincolo temporale legato all’intervento di Kasai.

Cosa dice oggi la letteratura

I dati dei principali registri europei (BARC francese, UK-BPSU) convergono su una stratificazione netta dell’outcome in base all’età al momento della portoenterostomia:

  • < 60 giorni: drenaggio biliare efficace in circa il 60-70% dei casi, con sopravvivenza con fegato nativo a 5 anni intorno al 50%.
  • 60-90 giorni: tassi di successo del drenaggio significativamente ridotti, con incremento della necessità di trapianto entro l’età scolare.
  • > 90 giorni: la maggior parte dei pazienti progredisce verso l’insufficienza epatica e il trapianto entro i primi anni di vita.

La variabile “età al Kasai” rimane il singolo predittore più robusto di outcome, indipendentemente dalla tecnica chirurgica e dal centro di riferimento.

Il collo di bottiglia è ambulatoriale, non chirurgico

I dati italiani e internazionali suggeriscono che la maggior parte del ritardo diagnostico si accumula prima dell’invio al centro di riferimento, in particolare:

  • nel periodo tra la dimissione dal punto nascita e il primo bilancio di salute (30 giorni);
  • tra il primo e il secondo bilancio (60 giorni), in presenza di un ittero “trascinato” attribuito all’allattamento al seno;
  • nella fase in cui il neonato appare in buone condizioni generali, con curva di crescita regolare.

Il pediatra di base è quindi il gatekeeper effettivo della finestra dei 60 giorni.

Tre azioni concrete

  1. Bilirubina frazionata in ogni neonato itterico a 14 giorni. Una bilirubina diretta > 1 mg/dL (o > 20% della totale, secondo NASPGHAN/ESPGHAN 2017) impone un approfondimento diagnostico, indipendentemente dalle condizioni cliniche.
  2. Valutazione strutturata del colore delle feci con scala cromatica validata (es. scheda Taiwan, già adottata in screening di popolazione con effetto documentato sulla riduzione dell’età al Kasai).
  3. Invio tempestivo al centro di riferimento al primo sospetto: ecografia con preparazione adeguata, scintigrafia con stimolo fenobarbitalico, biopsia epatica e colangiografia restano competenza del terzo livello.

L’obiettivo della rete PRNN non è “diagnosticare più atresie”, ma diagnosticarle prima. Lo scarto si gioca in ambulatorio, non in sala operatoria.

Il ruolo dell’ISMETT e della rete dei centri pilota

All’interno del Progetto PRNN, ISMETT funge da Hub per il centro-sud con un percorso accelerato per i casi sospetti: presa in carico entro 72 ore dalla segnalazione, completamento dell’iter diagnostico in regime di ricovero breve e — quando indicato — esecuzione della Kasai con l’obiettivo dichiarato di operare entro i 60 giorni di vita.

Per la consulenza o l’invio di un caso, fai riferimento al protocollo di invio operativo. Per il materiale educativo da distribuire in studio, è disponibile il toolkit “Focus Atresia delle vie biliari”.


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Titolo del progetto: “Re-designing biliary atresia care pathways in Italy: a multicentric national co-operative model”.

Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 6 “Salute”, Componente 2 – nell'ambito del topic “Malattie rare: sostegno e potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU.

“Project PNRR-MR1-2023-12378119 CUP I73C24000270006 Funded by the European Union – Next Generation EU – NRRP M6C2 – Investment 2.1 Enhancement and strengthening of biomedical research in the NHS”