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Per i genitori · Approfondimento

Falsi miti da sfatare

Attorno all'ittero e alla colestasi del neonato circolano convinzioni diffuse. Distinguere il mito dalla realtà aiuta a stare tranquilli e a reagire al momento giusto.

Mito

"È colpa del mio latte o del mio allattamento."

Realtà

La colestasi neonatale non dipende dall'alimentazione della madre né dall'allattamento. Non è colpa di nessun genitore: continua ad allattare serenamente e parla con il pediatra.

Mito

"L'ittero del neonato passa sempre da solo."

Realtà

Spesso l'ittero è fisiologico e si risolve da sé entro due settimane. Ma quello che persiste oltre i 14 giorni va sempre valutato: non va dato per scontato.

Mito

"Se mangia e cresce bene, non può avere nulla di serio."

Realtà

Un neonato con colestasi può nutrirsi, dormire e apparire sereno. I segnali da osservare sono visivi — colore di pelle, feci e urine — non legati all'appetito.

Mito

"Posso aspettare ancora qualche settimana e vedere come va."

Realtà

In alcune forme il tempo è il fattore decisivo. Davanti a un segnale sospetto, una valutazione tempestiva è sempre preferibile all'attesa.

Nel dubbio, chiedi

Nessuna domanda al pediatra è "di troppo". Conoscere i segnali e parlarne apertamente è il modo migliore per togliersi un dubbio — e, quando serve, intervenire in tempo.

Hai un dubbio sul tuo bambino?

Gli specialisti dell'ISMETT possono valutare il caso. Ogni giorno conta: la diagnosi precoce protegge la salute del neonato.

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Progetto finanziato da

Titolo del progetto: “Re-designing biliary atresia care pathways in Italy: a multicentric national co-operative model”.

Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 6 “Salute”, Componente 2 – nell'ambito del topic “Malattie rare: sostegno e potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU.

“Project PNRR-MR1-2023-12378119 CUP I73C24000270006 Funded by the European Union – Next Generation EU – NRRP M6C2 – Investment 2.1 Enhancement and strengthening of biomedical research in the NHS”