Ittero persistente
Pelle e occhi gialli oltre i 14 giorni di vita.
Per i genitori · Approfondimento
La malattia del fegato del neonato in cui ogni settimana conta. Capire cos'è, perché serve riconoscerla presto e quali segnali osservare può cambiare in modo decisivo il percorso di cura.
L'atresia delle vie biliari è una malattia rara del neonato in cui i canali biliari — i piccoli "tubi" che portano la bile dal fegato all'intestino — sono ostruiti o assenti. Quando la bile non riesce a uscire, si accumula nel fegato e provoca i segnali visibili: pelle e occhi gialli, feci chiare, urine scure.
È la principale causa chirurgica di ittero nel neonato ed è una delle prime cause di trapianto di fegato in età pediatrica. Senza trattamento tempestivo, il danno al fegato diventa progressivo e irreversibile.
Scopri i segnali da non ignorare
Cosa osservare
Sono pochi, ma vanno presi sul serio quando persistono oltre le due settimane di vita.
Pelle e occhi gialli oltre i 14 giorni di vita.
La bile non raggiunge l'intestino. È il segnale più caratteristico.
Color tè o cola anziché chiare e quasi incolore.
Molti neonati con atresia biliare appaiono inizialmente in buone condizioni generali. Questa apparente "normalità" clinica nelle prime settimane porta a una falsa rassicurazione: il quadro viene confuso con l'ittero fisiologico o con l'ittero da latte materno.
A questo si aggiungono altri fattori: l'ittero benigno nelle prime settimane è molto frequente, le feci chiare vengono spesso sottovalutate, e il colore delle feci non viene sempre osservato in modo sistematico. È così che la diagnosi continua ad arrivare in ritardo.
Il trattamento principale dell'atresia delle vie biliari è un intervento chirurgico — l'operazione di Kasai — che ripristina un passaggio per la bile dal fegato all'intestino. Funziona meglio quando viene eseguito entro i primi 60 giorni di vita, e ancora meglio se più vicino al primo mese.
Non c'è una soglia "magica" oltre la quale tutto cambia, ma ogni settimana di osservazione tempestiva aumenta concretamente le probabilità che il bambino possa convivere a lungo con il suo fegato, evitando o ritardando il trapianto.
Le settimane che contano
Non c'è una soglia "magica" oltre la quale tutto cambia, ma ogni settimana di osservazione e di azione fa la differenza. Ecco cosa attenzionare in ciascuna fase.
Molti neonati hanno la pelle giallina: nella maggior parte dei casi è del tutto fisiologico e si risolve da sé.
Se l'ittero persiste dopo le due settimane, o se compaiono feci chiare e urine scure, non aspettare: contatta il pediatra.
In alcune forme la finestra per intervenire si misura in poche settimane. Più precoce è la diagnosi, migliore è la prognosi.
Quando il sospetto arriva tardi, il bambino può già presentare un danno epatico avanzato che riduce il beneficio del trattamento.
Gli specialisti dell'ISMETT possono valutare il caso. Ogni giorno conta: la diagnosi precoce protegge la salute del neonato.
Richiedi una valutazioneProgetto finanziato da
Titolo del progetto: “Re-designing biliary atresia care pathways in Italy: a multicentric national co-operative model”.
Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 6 “Salute”, Componente 2 – nell'ambito del topic “Malattie rare: sostegno e potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU.
“Project PNRR-MR1-2023-12378119 CUP I73C24000270006 Funded by the European Union – Next Generation EU – NRRP M6C2 – Investment 2.1 Enhancement and strengthening of biomedical research in the NHS”
Campagna Colestasi Neonatale