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Il pediatra che ha sospettato in tempo

La Redazione 3 min di lettura

Quella raccontata è uno scenario clinico illustrativo, costruito a partire da casi reali documentati in letteratura ma non riferito a un singolo paziente. Nomi e dettagli identificativi sono di fantasia.

Un ambulatorio di pediatria di libera scelta, in una città di provincia. È il bilancio di salute del primo mese: misure di crescita, allattamento, controlli di routine. La piccola Elena è una neonata serena, attaccata al seno, cresciuta bene. La mamma riferisce un colorito giallognolo ancora presente, ma “in calo”.

La domanda che fa la differenza

“E le feci, di che colore sono?” La domanda viene fuori quasi alla fine della visita. La risposta è cauta: “Beh… non saprei, mi sembrano un po’ chiare ultimamente, ma forse mi sbaglio.”

La pediatra non si accontenta. Tira fuori dalla cartellina una scheda colorata — la scala cromatica delle feci neonatali, parte del materiale formativo del Progetto PRNN — e la mostra alla madre. “Provi a dirmi a quale di questi colori somigliano.” La madre indica una sfumatura beige chiara.

Ho pensato: forse non è niente. Ma se non lo chiedo adesso, magari nessuno glielo chiede più fino al bilancio dei due mesi.

La prescrizione

La pediatra prescrive lo stesso giorno bilirubina totale e frazionata, transaminasi, GGT. Risultato in 48 ore: bilirubina diretta 2,4 mg/dL, GGT elevate. Il quadro è di colestasi conclamata.

La presa in carico al centro di riferimento è immediata: ecografia con triangular cord sign sospetto, scintigrafia con assenza di escrezione, biopsia confermativa. L’indicazione chirurgica è chiara.

Una Kasai dentro la finestra

Elena viene operata a 47 giorni di vita. Il drenaggio biliare è efficace nei mesi successivi, la bilirubina si normalizza, le feci tornano del colore giusto. Oggi, a quattro anni, è in follow-up regolare al centro di terzo livello, con il suo fegato nativo e una vita ordinaria.

Il punto di vista del pediatra

“Non ho fatto niente di straordinario,” racconta la pediatra. “Ho guardato due volte. Ho usato uno strumento — la scala cromatica — che ormai ho sempre in studio. E ho chiesto la diretta, non la totale. Tre cose semplici che cerco di fare con tutti i neonati itterici dopo i 14 giorni.”

  • Chiedere apertamente delle feci, possibilmente con una scheda colorata davanti.
  • Prescrivere la bilirubina frazionata, non solo la totale.
  • Non aspettare il bilancio successivo se qualcosa non torna.

La rete PRNN nasce proprio per sistematizzare questo tipo di approccio in tutti gli ambulatori italiani, attraverso il toolkit “Focus Atresia delle vie biliari” distribuito ai pediatri e i webinar formativi dedicati alla diagnosi precoce.


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Progetto finanziato da

Titolo del progetto: “Re-designing biliary atresia care pathways in Italy: a multicentric national co-operative model”.

Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 6 “Salute”, Componente 2 – nell'ambito del topic “Malattie rare: sostegno e potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU.

“Project PNRR-MR1-2023-12378119 CUP I73C24000270006 Funded by the European Union – Next Generation EU – NRRP M6C2 – Investment 2.1 Enhancement and strengthening of biomedical research in the NHS”