Nei primi giorni di vita, il colorito giallognolo della pelle è un’esperienza comune per moltissime famiglie: si tratta del cosiddetto ittero fisiologico, che riguarda fino al 60% dei neonati a termine e quasi tutti i prematuri. Nella stragrande maggioranza dei casi si risolve spontaneamente entro le prime due settimane.
Esiste però una forma di ittero che non è fisiologica e che può essere il primo, e a volte unico, segnale di una malattia del fegato chiamata colestasi neonatale. Riconoscerla in tempo è decisivo.
Quando l’ittero diventa un segnale d’allarme
I tre indizi che secondo le linee guida internazionali devono attivare un approfondimento sono:
- Ittero che dura oltre i 14 giorni nel neonato a termine (21 giorni nel pretermine).
- Feci chiare, color stucco, biancastre o grigiastre, anche solo per un periodo della giornata.
- Urine scure, color tè o cola, che macchiano il pannolino — un dato spesso sottovalutato perché il pannolino assorbe il colore.
Anche uno solo di questi segnali, soprattutto in combinazione con il prolungarsi dell’ittero, è motivo sufficiente per richiedere una visita pediatrica e, se il pediatra lo ritiene opportuno, un esame del sangue specifico per la bilirubina diretta.
“Ma il bambino sta bene”: il tranello più frequente
Una delle ragioni per cui la diagnosi di colestasi arriva spesso tardi è che i neonati con questa condizione, nelle prime settimane, possono apparire sereni, attaccarsi al seno, crescere regolarmente. Il loro stato generale rassicura la famiglia e talvolta anche il medico. Quando però il fegato non riesce più a compensare, i sintomi diventano evidenti — e a quel punto la finestra terapeutica più favorevole si è già ristretta.
La buona crescita di un neonato non esclude una colestasi. Il colore di pelle, feci e urine è un dato clinico autonomo, da valutare a parte.
Cosa fare a casa, in pratica
Bastano pochi gesti, soprattutto nelle prime 6-8 settimane di vita:
- Osserva il colorito del bambino alla luce naturale, non solo con la luce della stanza, che può falsare la percezione del giallo.
- Guarda le feci quando cambi il pannolino, non solo “a memoria”. Se ti sembrano chiare, scattane una foto al naturale: sarà utile mostrarla al pediatra.
- Controlla le urine: se vedi una macchia scura sul pannolino, segnalalo.
L’ISMETT, insieme alla rete di centri pilota del Progetto PRNN, mette a disposizione una scala cromatica con le tonalità di riferimento, pensata proprio per aiutarti a confrontare ciò che vedi con un metro oggettivo.
Se hai un dubbio, parlane
Non c’è nessun “disturbare il pediatra” che pesi quanto una diagnosi mancata. Se anche solo uno dei segnali ti sembra presente, contatta il medico curante o richiedi una valutazione specialistica all’ISMETT: i nostri specialisti rispondono in tempi brevi e possono indicarti se è il caso di approfondire.
Le informazioni in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del pediatra. In caso di dubbio o di segnali che ti preoccupano, parlane sempre con il medico di tuo figlio.