Anticipare la diagnosi
Uso sistematico della carta colore feci nei centri parto, in neonatologia e nella pediatria di base. L'obiettivo è scendere sotto i 30 giorni come età al sospetto diagnostico.
Il progetto
Uno studio multicentrico nazionale promosso e coordinato da ISMETT per ridisegnare il percorso di cura dell'atresia delle vie biliari: anticipare la diagnosi, centralizzare le cure e ottimizzare l'accesso al trapianto epatico quando necessario. Un progetto finanziato dal PNRR – NextGenerationEU.
Progetto ISMETT — promosso e coordinato da ISMETT in collaborazione con il Network Italiano per lo Studio dell'Atresia Biliare.
Vai alla Rete SicilianaIl progetto è realizzato a valere sui fondi PNRR Missione 6, Componente 2, nell'ambito del topic “Malattie rare: sostegno e potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU.
È uno studio osservazionale multicentrico che monitora in modo stretto cinque centri pilota italiani per misurare l'impatto reale dell'introduzione di buone pratiche sulla storia naturale dell'atresia delle vie biliari (AVB).
I cinque centri pilota
Perché serve
Dieci anni di letteratura, cinquant'anni di Kasai, eppure la finestra di intervento ottimale resta sistematicamente disattesa. I numeri dell'Italia 2017-2021 lo dicono chiaramente.
Quando dovrebbe essere idealmente entro i 30 giorni.
Oltre la finestra di massimo beneficio dell'intervento.
Solo poco più di un terzo dei bambini evita il trapianto.
Età media al LT: 253 giorni (range 124-1410).
Fonte: Network Italiano per lo Studio dell'Atresia Biliare, coorte 2017-2021 (134 pazienti, 12 centri).
Gli obiettivi
Quattro obiettivi misurabili che ricalcano le raccomandazioni della EASL Lancet Liver Commission (2021) sul cambio di paradigma nelle malattie epatiche europee.
Uso sistematico della carta colore feci nei centri parto, in neonatologia e nella pediatria di base. L'obiettivo è scendere sotto i 30 giorni come età al sospetto diagnostico.
Formazione mirata di pediatri di libera scelta e neonatologi sul percorso di referral, con il supporto di un sistema di teleconsulto Hub-Spoke per i casi sospetti.
Definizione di linee comuni per la gestione diagnostica, chirurgica (Kasai) e post-operatoria, riducendo la variabilità tra centri a parità di volume.
Quando il Kasai non è risolutivo, garantire un avvio tempestivo al trapianto epatico, prima del peggioramento clinico, per ridurre morbilità e mortalità pre- e post-trapianto.
Come lo fa
Strumenti operativi, formativi e di rete, integrati in un percorso unico.
Webinar e corsi di aggiornamento per pediatri, neonatologi e ostetriche, in collaborazione con SIGENP e SIN.
Incontri educativi con i genitori durante la degenza, in accordo con le raccomandazioni SIN sulle good clinical practice.
Diffusione capillare nei reparti di pediatria neonatale e negli ambulatori della scheda visiva per il riconoscimento precoce.
Canale comunicativo gestito da ISMETT per pareri e consulti rapidi sui casi sospetti dal territorio. Da finalizzare con i centri partecipanti.
Lo studio osservazionale
Cinque centri italiani sono seguiti in modo stretto per verificare l'impatto reale delle azioni del progetto sulla storia naturale della malattia.
Indicatori primari del successo nel comprimere i tempi del percorso.
Drenaggio biliare, normalizzazione della bilirubina, complicanze.
Quanti bambini evitano il trapianto e per quanto tempo.
Outcome non puramente clinico ma centrale per il progetto.
Inserito in una rete più grande
Il progetto non nasce nel vuoto: si poggia su un quadro di network nazionali ed europei e su raccomandazioni cliniche internazionali condivise.
Attivo dal 2018, riunisce 12 centri italiani di epatologia e chirurgia pediatrica. Ha condotto l'analisi 2017-2021 alla base del progetto.
I centri del progetto partecipano alle Reti di Riferimento Europee per le malattie rare epatiche pediatriche.
Dicembre 2021: richiesta di un cambiamento di paradigma nelle malattie epatiche europee, con centralizzazione dei pazienti in centri pediatrici ad alto volume.
Partner per la diffusione formativa del progetto e per il coordinamento clinico tra centri.
Promotrice delle good clinical practice sulla colestasi neonatale già in nursery, integrate nei protocolli del progetto.
Il progetto è finanziato nell'ambito del PNRR – Missione 6 Salute, Componente 2, e si inserisce negli obiettivi in tema di malattie rare con valorizzazione delle reti Hub-Spoke.
Continua
Il progetto parla a due interlocutori diversi: scegli il percorso più adatto a te.
Progetto finanziato da
Titolo del progetto: “Re-designing biliary atresia care pathways in Italy: a multicentric national co-operative model”.
Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 6 “Salute”, Componente 2 – nell'ambito del topic “Malattie rare: sostegno e potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere la ricerca”, finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU.
“Project PNRR-MR1-2023-12378119 CUP I73C24000270006 Funded by the European Union – Next Generation EU – NRRP M6C2 – Investment 2.1 Enhancement and strengthening of biomedical research in the NHS”
Campagna Colestasi Neonatale